Le 6 Sfide dell’Unione Europea nei Trasporti

Sei marce per il nostro futuro, sei sfide da affrontare nella società di oggi: il “domani” dei trasporti nazionali, ma anche le ore più inoltrate di “oggi”, passa necessariamente per i confini internazionali dell’Unione Europea.

Il funzionamento e lo sviluppo nella logistica è possibile con continui investimenti in tecnologia e manutenzione delle infrastrutture, le due voci più importanti per l’espansione del nostro settore. A questo aggiungiamo un’accelerata sulla decarbonizzazione, che sembra una cosa strana è semplicemente la riduzione del rapporto tra carbonio e idrogeno nelle fonti di energia, per rendere la logistica più pulita.

L’Unione Europea ha stilato sei punti nell’agenda dei trasporti dei prossimi 10-15 anni.

Quali sono le sei sfide? Vediamole brevemente.

  1. STUDIARE I COSTI DI TRASPORTO

Studiarli per “passare l’esame”.

Il primo obiettivo è infatti fondamentale per raggiungere gli altri cinque, e riguarda una dettagliata analisi dei costi di trasporto.

Vista l’importanza e ambizione degli obiettivi dell’Unione Europea, la fase preliminare prevede la fissazione di budget che devono essere sufficienti per raggiungere questi obiettivi, con dati certi e aggiornati, per essere matematicamente sicuri della disponibilità di risorse ed evitando di correggere troppo, o pregiudicare, la strategia globale.

Uno dei micro-obiettivi? Il completamento della rete centrale TEN-T, un insieme di infrastrutture perché la circolazione di beni e persone sia sempre più sostenibile. La data di fine progetto è fissata per il 2030. Il budget è fissato a circa 500 miliardi di euro.

Va da sé che per essere certi di procedere con questo obiettivo, solo uno dei punti in scaletta, è necessario essere anche certi della disponibilità finanziaria.

      2. PRENDERE LE DECISIONI INSIEME

Tutti i progetti per migliorare ed espandere il mondo dei trasporti a livello nazionale devono essere finanziati dagli Stati membri, compresa, chiaramente, anche l’Italia.

Questo obiettivo, stavolta trasversale per il conseguimento degli altri, è adottare efficaci metodi per fare in modo che tutti gli Stati decidano insieme in favore della comunità.

Resteremo sintonizzati per conoscere in dettaglio questi strumenti.

      3. FINANZIAMENTI NAZIONALI O REGIONALI, A LUNGO TERMINE

I finanziamenti saranno apportati in parte dall’Unione Europea, con l’aiuto di ognuno degli Stati membri.

L’Unione Europea introdurrà un nuovo requisito per ottenere il finanziamento nei trasporti. Lo Stato ha deve proporre progetti a livello nazionale o regionale, di lungo periodo.

      4. MONITORAGGIO, MONITORAGGIO, MONITORAGGIO

Come detto, il rifornimento dei progetti sarà dato in parte dall’Unione Europea, in parte dagli Stati membri.

Per questo motivo, oltre a:

  • pianificazione
  • analisi costi-benefici

ci sarà bisogno anche di un meccanismo di controllo, da attuarsi solo con una concreta semplificazione delle norme. Un controllo continuo, capillare su tutto il progetto, guardando i risultati ma anche i suoi impatti.

      5. NON SOLO FUTURO, MA ANCHE PRESENTE

Perché i futuri obiettivi del settore dei trasporti siano sostenibili, e i nuovi investimenti siano applicabili, le reti di oggi devono funzionare bene.

I dati dicono che la realtà, oggigiorno, non è sufficientemente efficace a questo scopo. La manutenzione stradale, ferroviaria e fluviale è spesso modesta, quando dovrebbe avvicinarsi il più possibile all’ottimale.

Questo aspetto potrebbe portare a serie conseguenze per la sicurezza di oggi, oltre a non garantire più la sicurezza per poter raggiungere i progetti di domani.

La novità? La Commissione Europea propone, per il periodo di tempo dal 2021 al 2027, di escludere dalle domande di pagamento gli Stati che non forniscono informazioni sulla disponibilità di risorse economiche per finanziare gli investimenti in manutenzione.

Si tratterebbe di un’imposizione, ma di sicuro un modo per spingere gli Stati a mettere nero su bianco le risorse finanziarie in possesso.

      6. TRASPORTARE ECOLOGICAMENTE

E veniamo all’ultima sfida, forse la più vitale, collegata principalmente a rendere la rete il più possibile ecologica.

Qui l’obiettivo è chiaro: affidarsi sempre più a mezzi meno inquinanti, ideale se sono ecologici, oppure veicoli ibridi, o ancora a gas liquido naturale (LNG), capaci di abbattere le emissioni di un bel po’ di punti percentuali.

Sono questi i sei pilastri da costruire nel medio-lungo termine, guardando sempre la digitalizzazione, per costruire un settore in grado di vincere sfide anche più a lungo periodo, soprattutto per il bene delle persone.